Festival della Poesia
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Credo (Andrew Zavacckl)

Tu dici il vento è solo vento
e non porta niente di nervoso
tra i denti.
Io non lo credo.

Ho visto foglie desistere
dal moto
benché si muovessero
i rami, e
credo che un ciclone abbia segreti
che il tempo ignora.
Credo
nella violenza del non sapere.

Ho visto un fiume perdere l’alveo
e recuperarlo,
l’hp guardato corteggiare
una corrente, blandire una corrente
nel suo flusso

e ho visto
fiumi, proprio come
te, non riuscire
a tornare indietro.
Credo al rapporto
fra l’acqua e la sabbia, all’avvento
dello specchio al volto.

Credo alla pioggia
che copre ciò che duole,
alla grandine che rivive
e al nevischio che erode, credo
che tutto ciò che cade
è figura della pioggia,

e ora credo nei torrenti che trascinano
con sé ogni cosa

Il cielo dice patta
almeno credo,
quando l’aria, o la terra, o l’aria
ne hanno avuto abbastanza.

Credo nell’inquieto,
nella pressione che assilla, credo che una nuvola
governi i limiti della notte.

Dico “io”
ma poco resta per dirlo, ancora meno
per significarlo –
eppure lo faccio

A scanso
di equivoci:
non credo
che le cose rinascano nel fuoco
Sono consumate dal fuoco

e il fuoco ha vita in sé.

Andrew Zawacki
(Stati Uniti) È l`autore dei volumi Petals of Zero Petals of One(Talisman House), Anabranch(Wesleyan) e By Reason of Breakings(Georgia).
Il suo prossimo libro, Videotape (Counterpath) uscirá nel 2013. Tre suoi libri sono stati pubblicati anche in Francia. Insegna all`Universitá della Georgia, Stati Uniti, ove dirige anche un programma di scrittura creativa, insegna anche alla Résidence internationale aux Récollets a Parigi.

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