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“Senza tempo” a Sarzana

Presentazione della mostra collettiva “Senza tempo”

“Senza tempo” è il titolo della mostra collettiva di artisti che animerà la Notte Verde di Sarzana, con inaugurazione alle 18 del 20 giugno, e la settimana successiva. Senza tempo come un oggetto che sembrava ormai inutile e riacquista nuova vita grazie all’arte.
L’arte con materiali di riciclo, infatti, ha un duplice valore: ecologico, in quanto si recuperano materiali che altrimenti intaserebbero le discariche, e di “innamoramento” verso un oggetto di uso quotidiano che diventa un’opera d’arte, secondo il principio del “ready made” di Duchamp.
Gli artisti presenti alla mostra, infatti, hanno interpretato l’arte da riciclo ognuno con la sua peculiare personalità.
Sandra Rosa ha trasformato la plastica che affligge tanta parte dei nostri mari (da bottiglie, polistirolo, vaschette, cellophane, nastro magnetico) in opere che parlano di sofferenza, emozioni non espresse, violenza visiva e verbale a cui siamo sottoposti dai mezzi di comunicazione, quasi ad evocare un “ecologia della mente”.
Luciana Bertaccini ha lavorato su pezzi di recupero di marmo, un materiale peculiare di Carrara, la città da cui proviene.
Un legame con la terra d’origine c’è anche in Maria Cappellini, che trasforma in eleganti sculture ferri recuperati sulle spiagge di Vernazza.
Più industriali sono i materiali utilizzati da Daniela Bertani e Stefano Graziano (sacchi di iuta per il riso, cd, carta).
In Mauro Maraschin è di recupero il supporto (vecchi cartoni che l’artista ha dipinto).
Ma il messaggio ecologico degli artisti non si ferma banalmente al riciclo dei materiali.
Significativamente tre opere evocano la figura femminile (la “treccia di Santa Barbara di Maria Capellini, la donna gravida di Daniela Bertani, la simpatica figura di donna di spalle in “Agli albatri bianchi” di Mauro Maraschin. Un’evocazione della sacralità di una Madre Natura che troppo spesso consideriamo soltanto una risorsa da sfruttare.
La violenza contro la donna è il tema di un’opera di Sandra Rosa che richiama il motto “Bring back our girls”, riferendosi al tragico rapimento delle ragazze nigeriane da parte di Boko Haram.
Anche l’altra opera di Daniela Bertani “Le chiavi dell’energia” richiama un concetto importantissimo dal punto di vista ambientale. L’energia che la natura ci fornisce per vivere e star bene, l’energia che si dovrebbe risparmiare.
La sacralità della Natura torna nelle opere di Mauro Maraschin in cui un paesaggio desolato ricorda quasi come rischiamo di ridurre il mondo, se non lo rispettiamo.
Allo stesso modo due artisti, Maria Capellini con la sua scultura che ricorda una statua-stele della Lunigiana e Stefano Graziano con le sue immagini di carta pesta che sembrano evocare civiltà scomparse, evocano mondi antichi. Quasi a ricordarci che solo un ritorno alla saggezza degli antichi forse potrebbe salvarci da una catastrofe.
Le vele di Luciana Bertaccini evocano l’acqua, altro elemento fondamentale per la vita che troppo spesso si spreca.
Insomma, il messaggio ambientalista e degli artisti è più profondo del semplice riciclo di materiali.
La mostra sarà visitabile fino al 27 giugno.

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